e nasconstamente di notte riscopro come è complicato scattarsi foto da solo,
per terra, sotto un cappello ormai dimenticato ed un cavalletto coi suoi dubbi
ho accumulato un po dei miei arti finti,
un braccio, una gamba, e un piede.
dietro scatole polverose si son fatti largo due bastoni da passeggio,
spade di legno, adatti solo a due bambini.
lunghi poco più di un braccio,
abbastanza corti per spadaccinare per i pendii del bosco vecchio,
troppo esili per appoggiare il peso, sfidar la gravità, sorreggersi in equilibrio.
ci vuole grazia ad usare certe cose,
una soavità innaturale che certi sguardi riescono a trovare
nell’imbattersi di certi momenti.
capitava a volte che in punta di piedi
si giocasse sulle sottilissime cime degli alberi,
saltando di chioma in chioma, planando su tronchi abbattuti
stando attenti a non farsi male con i ricci schiusi delle castagne
che nascondevano le foglie cadute con l’autunno.
ricordo quel tempo con la leggerezza che gli devo,
con la vaga eternità sottesa ai giochi e alle corse.
quando il bambino era bambino c’era l’oggi,
c’era il prima e c’erano i prossimi giochi.
i bambini non devono pensare al domani,
al poi, al quando, al dopo cena.
ripensando a quel periodo, all’aria fresca della sera
e al bosco silenzioso, mi domando che ne sia stato.
Quando hai smesso di essere bambino?
Quando ti è venuta la voce grossa da uomo e il polso infermo del vecchio?
Per quanto cerchi di ricordare non c’è un momento,
un istante preciso per dire,
“ecco, quel giorno lì, a quell’ora, sotto il pino, oltre le case vecchie,
ho capito che sarei diventato grande”.
C’è solo una mano che scrive
e una mente che obbedisce,
qualche lacrima silenziosa ed il rammarico mai stanco
di non aver saputo fermare il tempo
finchè si aveva il tempo
finchè si era in tempo
fintanto che di tempo, non se ne era ancora sentito parlare.


Adesso fa freddo nel bosco e il muschio gela, ma c’è ancora qualcuno che guarda la neve cadere sulle foglie cadute già da tempo. Nessuna macchina spazzerà via il bambino, nessuna lacuna inc gli sistemerà il cervello, le sbucciature e le ossa rotte. Le ossa rotte si riaggiusteranno, faranno male quando cambia il tempo e lui osserverà le scarpate per cercare fiori, funghi e nuovi bastoni per duellare da solo.
TheKid
November 25, 2008 at 2:06 pm