Dicembre16
quando ero giovane, la gente mi chiedeva: “cosa è l’uomo? chi sono io?”
io rispondevo parole dell’uomo alla rinfusa, perchè nell’uomo non c’era che l’uomo e il tempo, l’uomo e lo spazio.
“carne, ossa, sangue, tessuti, unghie, iridi, occhi, capelli”
e la lista proseguiva fino a che i miei interlocuotori non comprendevano la risposta che cercavano.
Sono passati molti anni da allora, la fronte dell’uomo si è seccata, i capelli diradati, le mani, ora, non sono più sporche dei giochi nella terra e sugli alberi. Sono passati molti anni da allora ma ancora certi mi chiedono: “cosa è l’uomo? chi sono io?”.
Passando una mano sul legno e guardando fissi i suoi piedi, calpestati dall’asfalto, gli rispondo:
“eravate occhi, capelli, tessuti, lingua, fatica, naso.
Ora siete schermi, riverberi di luci negli occhi, polveri sottili, abiti stirati, porte, chiavi, fotografie e promesse”.
<il mondo aveva il vostro tempo mentre ora voi avete il tempo del mondo negli occhi. con un’unica differenza, di voi non resterà memoria, il vostro destino è mortale, mentre il mondo vi sopravviverà e non avrà fine il suo tempo quando le lancette dei vostri orologi si stancheranno di girare>
Ascoltata questa risposta certi si fanno cupi e mi chiedono l’ora, prima di salutarmi cortesemente. Altri ancora però indugiano e chiedono ancora: “e non ‘è uomo c’iò che viene dall’uomo? non è uomo l’opera dell’uomo?” ma non è esattamente questo il punto: “ciò che viene dall’uomo è uomo ma solamente quello. Prima avevate UNO spazio, ora avete LO spazio. In voi c’era l’uomo e l’albero, i piedi e la pioggia. Prima c’erano molti occhi e molte case, ora soltanto i vostri occhi e una casa soltanto”. Prima, cani e radici, giungevano a me e mi interrogavano: “cosa è cane? cosa è radice? chi siamo noi?”. Ora ci sono solo le vostre domande e le vostre risposte in cui c’è tutto, ogni cosa. Nulla sfugge al logos della scimmia elettrica.
A questo punto chi mi chiede guarda le sue mani e le fissa a lungo smarrito. Non ci sono più quesiti che si affacciano alle sue labbra ma solo il tremore miserabile di chi si pensava cucciolo e si scopre ormai vecchio.
Non c’è salvezza nell’umanità, non c’è più ossigeno per chi si scopre ormai uomo.
Siate gentili, tornate sugli alberi.
Troppo forte!
Ciao,
Rosalba
flash6155
December 17, 2008 at 7:15 pm
Sei spaventoso a volte, ho avuto il dubbio che tutto non fosse farina del tuo sacco, invece alcuni dettagli mi dimostrano che è proprio olio del tuo frantoio.
Hai la mia profonda stima.
Rea
December 20, 2008 at 10:01 pm