L’imbarazzo di non riconoscere la voce

lady hearst

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il mio nome è lady hearst, signorina whatever, raffinata pelle sopraffatta dagli eventi che si è trovata a non chiedersi più, solo ad essersi.

non era facile essersi Patty, ma è ora così facile essersi hears, lady whatever, signorina del sia quel che sia, che del mondo e che di me.

stralci d’alci, radici metalliche nere e lucide come lussuose canne fumanti di thompson. Sono quelle ora le mie radici.

Medemoiselle Hearst, affonda le sue radici nelle urla “state giù, cazzo!” in una banca, la domenica mattina del 1970, autunno. Affonda radici come artigli nei giornali che dicono è lei, è cambiata. Cambiata, stuprata, truccata, drogata, ammattita, isterica nobil’donna d’altri mesi. Easy it isn’t?

Frivola stampa, trottola Hearst.

Sopraffatta dai giorni e dalle notti, sopraffatta Patty, sopraffatta dagli insegnamenti della fame e di malvolute penetrazioni. Diseducato corpo obbedisce dietro la mente.

Sopraffatta dagli eventi è cambiata, signorina Hearst, si è fatta Lady Whatever, si è cambiata cappotto e ha preso presto il mitra.

Che sia sempre stata “quel che sia” o che tale si sia arrangiata il risultato è il medesimo.

Non vedrete mai più nulla del genere, nulla di così genuino..

Written by TheMonkey

December 25, 2008 at 12:59 am

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